All I want for Christmas is my two front teeth.

Oggi sono andata dal dentista. Non ci andavo dal 2008, piú o meno, ma visto che adesso ho tempo (e un’assicurazione sanitaria), non avevo piú scuse. Oggi sono andata dal dentista, al Centro Commerciale. Ero un po’ prevenuta lo ammetto, ma il futuro é questo, professionisti, con la tessera fedeltá, aperti la domenica e con lo sconto del 10%.

Nella mia vita, ero andata solo in tre studi dentistici. Il primo, quello della mia infanzia, é degno di menzione. Il nostro dentista sembrava Mork di Mork e Mindy. Era anche un simpatico pasticcione, come Robin Williams in tv. Peccato che facendo un mestiere del genere, passasse piú tempo a rimediare ai danni da lui creati che a curarti effettivamente i denti. Il suo capo, invece sembrava Edgard degli Aristogatti, ed aveva sto business con le suore. Ho passato ore ed ore della mia infanzia in quella sala d’attesa con i vetri liberty e tutti i numeri di Famiglia Cristiana ad  aspettare che ci chiamassero. E invece ogni volta che entrava il dottore, faceva passare una suora in attesa. Che puntualmente era arrivata da tre minuti. Le chiamava “Suora?” e quella giusta si alzava. Anche se erano tre o quattro, sapevano sempre  chi doveva passare. Suora? E noi aspettavamo. Forse da lí che viene la mia avversione verso il clero.

Quando i miei genitori decisero di averne abbastanza delle attese, dei soprusi delle monache e dei pasticci del dentista pasticcione, passammo allo Scandinavo. Che poi era tipo di Barletta, piccolo e ricciolino, ma aveva la moglie svedese e le due figlie, dentiste anch’esse, avevano studiato lí. Avanguardia scandinava. E terrorismo Islamico. Se eri fortunato (e noi non lo fummo) eri curato dalle ragazze. A noi invece toccó il patriarca dittatore, l’Erode del tartaro, difensore del filo interdentale, adepto della setta degli spazzolini da 20 mila lire. Ad ogni visita di controllo semestrale ti guardava le tue radiografie come uno che guarda le foto degli effetti dello tzunami in Giappone. Scuoteva la testa ed elencava tutte le cose che si sarebbero dovute fare, pena le piú atroci future sofferenze o mutilazioni fische. E tu annuivi, ti cospargevi il capo di cenere, e pagavi. Non contento, ciclicamente, arrivava con una sorta di portachiavi di spazzolini. Una collezione di ogni strumento per l’igiene dentale, uniti da una catenella. E da lí partiva la spiegazione sul come lavarsi i denti. Un puppone di un’ora e mezza che prevedeva almeno altrettanto tempo, ogni giorno, per il corretto igiene dentale. E guai a comprare un banale spazzolino al supermercato. Andavano bene solo quelli in crine di maiale svedese, in vendita in alcune selezionate farmacie.

Dopo di che i miei smisero di pagarmi il dentista e io smisi di andarci, se non sporadiche volte, da uno che, effettivamente non aveva nulla che non andasse.

Lo studio dentistico del centro commerciale é notevolmente economico, e super tecnologico. E poi il mio igienista mentale sembrava il Mc Streamy, il che non guasta.

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2 thoughts on “All I want for Christmas is my two front teeth.

  1. quando io ero piccola il mio dentista era nello, e, dopo la visita, potevo andare nelle stanze sul retro a giocare coi calchi delle dentiere!

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