Happiness is just a thing called Joe.

Volo di ritorno. 6 ore e 11 minuti all’atterraggio, che il volo di ritorno dura molto meno. Ora di cena, io non mangio e scrivo. Sono disgustata da un milione di pasti al ristorante e l’odore del cibo da aereo è davvero terribile. E in più ho mangiato alla Business Lounge Lufthansa.
Praticamente, per chi come me è fuori da queste logiche di viaggi d’affari, se voli spesso hai questa tessera magica e puoi entrare in queste stanze segrete, sconosciute a noi “la miglior tariffa su Expedia anche se devi fare 12 scali”. In realtà io non avrei potuto entrarci, anzi volevano farmi pagare 50 dollari, perché la tessera di mio marito non è abbastanza figa, ma un carinissimo uomo di affari ha detto al controllo che io gli sembravo una gran brava persona e che mi avrebbe invitato lui ad entrare. Mi ero ripromessa di andare a ringraziarlo una volta dentro, ma al terzo sorriso a quello che mi sembrava l’uomo giusto ma in effetti non lo era, ho desistito, per non passare da prostituta da Lounge.

Siamo partiti in perfetto orario, nonostante un tornado stesse arrivando su Detroit. Ebbene si, un tornado, welcome to United States.
Quindi pro: siamo partiti, contro: perk la prima ora e mezza siamo stati sulle montagne russe. E io odio volare normalmente ma ancora di più odio volare quando il volo è bumpy.
Contro: i nostri posti (di merda) avevano i monitor fuori uso. Pro: ora siamo in posti più belli e io sto guardando Capodanno a New York (in onore alla mia amica Beu).
Pro: i posti precedenti erano anche dietro un asilo di bambini indiani, che sento ancora urlare in lontananza contro: come farò quando il bambino sarà il mio?

Per il resto siamo tornati nella casa che vorremmo affittare e l’ho amata anche sotto il tornado. Ed abbiamo trovato un asilo favoloso. Caro ma molto molto bello, dove i bambini sembravano molto felici e le maestre non erano in sovrappeso. Siamo tornati anche al supermercato, a cercare di capire se potevamo trovare olio extravergine e latte non dopato (si e si) e ho comprato un sacco di porcherie colorate per le mie nipotine.

Nel film c’è Bon Jovi che canta, il computer di bordo dice che mancano 5 ore e 48 all’atterraggio, sto volando su Goose Bay in Quebec e tra 12 ore riabbraccio il mio bambino.
All is good.

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