Cos i’m being taken over by the fear.

Non ho più scritto perché sto facendo gattini più che mai. L’esperienza americana non è stata per niente come me l’aspettassi e questo ha cambiato tutte le prospettive.
In più siamo sinceramente abbandonati a noi stessi da quelle persone il cui unico mestiere sarebbe quello di organizzare la nostra partenza. Quindi vivo nel precariato. Ancora. Dopo mesi e mesi e mesi di attesa.
E macero le mie notti coi pensieri degli ultimi saluti ai nostri amici e familiari. Quella sarà la cosa più devastante, e infatti sto pensando seriamente di andare in taxi all’aeroporto…
Fortunatamente Erre, come al solito è super supportativo ed entusiasta all’idea di partire, quindi ci mitighiamo, o meglio lui stempera il mio pessimismo imperante.
Peró sono sicura che se non cogliessi questa opportunità me ne pentirei. E bla bla.
Non so se passo più tempo a farmi nel cervello discorsi motivazionali o a smontarmeli. E tutto ciò è così tipicamente femminile!
Nell’immediato le cose da risolvere sono:
– ritirare il passaporto del Sauro
– decidere esattamente cosa portare e cosa no e organizzare la data della spedizione del container. Che prima è meglio è, visto che sono cose di cui qui possiamo fare a meno ma là no. E che ci mette 5 settimane ad arrivare. Nelle quali, in teoria noi dovemmo trovare una sistemazione provvisoria, tipo un bel residence per uomini d’affari, ambiente ideale per un bambino di un anno e mezzo.
– andare a fare il colloquio per ottenere il visto, all’ambasciata americana. Le ambasciate in Italia sono 4, Milano, che è la più gettonata con una lista d’attesa lunghissima, Roma, che però al momento è chiusa per lavori, Napoli e Firenze. Io voterei per Napoli, e due giorni sulla costiera amalfitana, giusto così per festeggiare Pasqua…
– chiudere la casa in Italia, sospendere le utenze, disdire SKY e l’adsl, controllare che tutte le bollette sian domiciliate e che non ci siano emergenze da lasciare in mano a chi resta.
E poi varie ed eventuali, cammin facendo. Un passetto ala volta, che non siamo mica qui a partire per la legione straniera! 🙂

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3 thoughts on “Cos i’m being taken over by the fear.

  1. Buongiorno Sig.ra Gattini,
    Ha proposito di visto, vero che ne esiste uno di 6 mesi, per turista ? da quel (poco) che ne so’ sembra essere una roba riservata, da sciuri…o no ?
    Giusto per rompere ancora, argomento matrimonio. Tra un’americana e un italiano. Il riferimento sono le leggi Usa in quanto nazione oppure hanno giurisdizione/prevalenza quelle del singolo stato ? Fondamentale l’accordo pre – matrimonio (come caldamente suggerisce il libro ‘Giuro che non mi sposo’ della Gilbert) oppure inutile (come invece si dice qua e la’) ? Cmq sia, dove trovare info al riguardo, magari NON scritte in ‘avvocatese’ ?
    Grazie,
    Stefano

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