It’s always darkest before the dawn.

Ed anche la settimana di Passione, è passata! Il container è partito ed il visto è stato approvato. Fin qui tutto bene.

Riepilogando, mercoledì siamo partiti in treno per Firenze, dove abbiamo passato una fantastica 36 ore da fidanzati, se si esclude una breve parentesi tra le piattole del primo albergo, che abbiamo prontamente cambiato fingendo di dover ritornare assolutamente a casa. Io ho interpretato una parte da Oscar, tra l’altro, alla reception.

Il consolato americano è il prefetto mix tra la cazzoneria italiana e l’efficienza/stucchevolezza statunitense. Il posto è meraviglioso, proprio in riva all’Arno, per entrare ci han spogliato di tutti i nostri averi, compresa la mia letale chiavetta USB di Angry Birds. Per fortuna all’interno l’efficienza era americana, quindi la pratica è stata rapida ed indolore, se si esclude la doppia scannerizzazione di dita e pollici. Alla fine il Counsellor ci ha pure dato la mano per congratularsi con noi della riuscita della pratica! E ne aveva ben d’onde, visto che avevamo procurato loro qualcosa come 15 cm di documenti, in triplice copia. Dal Cud all’estratto conto bancario, alla fotocopia delle chiappe del Sauro! 🙂

Dopodiché, per festeggiare il fatto che io avessi tenuto con me l’unico paio di paperine che mi stanno piccole e che mi stavano uccidendo, abbiamo camminato fino al corriere dall’altra parte della città per metterci d’accordo sulla consegna dei passaporti col visto, che sarebbero stati pronti la sera, ma non avevamo il treno di ritorno alle quattro. Cmq c’è da dire che la “fauna da visto” era variegata e sprovveduta. Un tripudio di zainetti Invicta e basic english. Roba che mi ha fatto dire che se ce la faranno loro allora ce la posso fare di certo anche io!

Il giorno dopo doveva partire il container, e questo lo sapevamo. Cosa che non sapevamo e che doveva essere alle 14 a Genova perché poi iniziava il blocco dei mezzi pre pasquale. Quindi i traslocatori sono arrivati alle 6.45. Noi ovviamente nel pieno del sonno con ancora uno scatolone da finire. Abbiamo cercato nella nostra efficienza pre colazione di fare tutto al meglio, ma chi lo sa. Qualcosa è partito, tipo il DVD player e qualcosa è rimasto, tipo il telecomando del DVD player…
Fare le valigie sarà un’impresa titanica, per non dimenticare nulla.
E in tutto ciò io neanche l’ho visto sto benedetto container… Lo vedrò in Michigan!

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