I’m a survivor, I’m gonna make it, I will survive, keep on surviving.

Sono sopravvissuta anche all’ultima domenica pomeriggio tra amici, quella che ogni tanto mi si stringeva il cuore e pensavo “chissá quando la prossima?”, quella che sei embriachella alle tre del pomeriggio e va bene cosí.

Il Sauro é sopravvissuto alla perdita di tutti i suoi beni piú cari, dai giochi, ai libri ai colori. Sta mattina, non senza un po’ di trauma, é partito il suo amato lettino azzurro. E vaglielo a spiegare che lo portiamo nella casa nuova in America, per lui é partito, andato chissá dove. Grazie al cielo nel suo nuovo lettino provvisorio, le sue cugine avevano attaccato delle figurine dei Teletubbies, che un po’ l’hanno confortato, ma non ho proprio idea di cosa pensi, di come stia. Mi sembra un po’ piú mogio del normale, ma forse é solo qualcosa che io voglio vedere.

Per il resto, ho solo voglia di superare questa settimana di cene/incontri e aperitivi di saluti, che credo sia in assoluto la cosa peggiore del partire, perché lo rende reale. Ma d’altro canto non posso partire senza salutare, poi me ne pentirei. E tra meno di 10 giorni, partenza!! Abbiamo prenotato l’orrido residence (un misto tra il Bates Motel e l’Ibis della gita in Camargue in terza media) per i primi (speriamo pochi) giorni, comprato il letto, organizzato il ritiro dei container e delle cose partite in aereo, insomma, ci siamo.

E quando divento troppo malinconica, faccio l’elenco di tutte le cose che voglio fare, una volta arrivata negli Usa:

  • nuovo taglio, nuovo colore, magari fini dei capelli colorate di rosa (o blu). Tipo qui, che so giá che io e Lisa Rodriguez potremmo diventare migliori amiche!
  • portare il Sauro allo zoo, che adesso é in trip con leoni, scimmie e coccodrilli e secondo me si diverte un sacco.
  • riservare un sacco di voli aerei e di alberghi, perché viaggiare mi manca davvero tanto. Voglio vedere il nord del Michigan, Toronto, le cascate del Niagara, Cleveland e Chicago. Voglio andare a Miami e alle Bahamas, in crociera ai Caraibi e a Cabo St Lucas. E naturalmente a NY, portare il Sauro a vedere un musical a Broadway e al MoMa. Insomma, ogni bank holiday, festa comandata o premesso di lavoro, sará un viaggio o un’esperienza nuova.
  • far tagliare i capelli al sauro, che qui lo odia, ma confido in un pazzesco parrucchiere americano, con sedie a forma di navicelle spaziali e gas narcotizzante per non farlo urlare tutto il tempo. Adesso ha dei capelli che dubito lo faranno entrare all’immigrazione. Un mix tra un terrorista Curdo e un covone di paglia. Chissá se la mia nuova amica Lisa saprá consigliarmi un posto. Avevo trovato questo, ma é in Minnesota, tipo. Confido che esista qualcosa di simile.
  • Andare al cinema. Da sola. Che é una cosa che amo, ma qui non faccio. Quindi, non vedo l’ora di lasciare i maschi allo squallido motel ed andare a vedere Mirror Mirror all’AMC di Livonia, alle 10 del mattino con la mia boccia da 6 kg di popcorn.
  • Mangiare un burritos (uno solo, sperando di non diventare addicted come Ozzy) e un’aragosta.
  • Iscrivermi in palestra e correre sul tapis roulant con la mia tuta Pink! e la mia vitamin water.
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