Remember days of skipping school, Racing cars and being cool.

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Partire è un po’ morire dicono. In effetti, per esperienza personale, restare è un po’ morire… Ricordo addii strazianti a chi partiva, B1 per tornarsene a Brighton, per dirne uno, e, col senno di poi era molto peggio per noi che restavamo nella nostra onorevole broda (cit.) che per lei che andava a farsela buona a Bonelloland. Partire, se si esclude per la guerra, la legione straniera o l’India, è sempre una bella cosa. Ciò non vuol dire che salutare chi ami non sia doloroso come una stilettata al cuore ma poi parti per far cose belle, vedere persone nuove e mangiare cibo straniero!
In queste ultime due (forse tre..) settimane ho salutato un sacco di gente, abbracciato un sacco di amici, alcuni che non vedevo da un po’, con la promessa di continuare a volerci bene e scriverci spesso.
Tutto ció a cene, pranzi o soprattutto aperitivi di arrivederci. Quindi ogni addio era pervaso da una leggera patina alcolica che rendeva tutto surreale e allegretto. Praticamente sono stata slightly drunk per un lungo periodo di abbracci, arrivederci e sentiamoci presto.
Da qui sono arrivata ad una conclusione (che sicuramente sarà utile al mondo intero, quasi quanto l’invenzione della penicillina), che esistono diversi tipi di salutatori:
l’entusiasta che spesso è qualcuno che ha davvero poco a che fare con te e la tua partenza, ma si dimostra assolutamente partecipe. Gente con cui fino a poco prima hai scambiato solo qualche convenevole, si premura di abbracciarti, informarsi sui tuoi scali aerei, alle volte piangere.
l’indifferente che spesso, a differenza della categoria precedente ha davvero molto a che fare con te e la tua partenza, ma fa finta che no, non ci sia niente per star lì a far tante manfrine, quindi ti dà un abbraccio veloce e ti dice “chiamami domani”. (la categoria che preferisco, a dirla tutta).
l’infiltrato ovvero quello che si si, gli dispiace che parti, ma “quanto è grossa la casa? Quando possiamo venire a trovarvi?”. (btw, venghino siori venghino, la casa è grande e il cibo ipocalorico!)
l’offeso quello che più che dispiacerti che tu parti, si dispiace per lui che resta.
il drammatico quello che oddio dove vai, oddio che coraggio che hai, oddio ma non sei terrorizzata? (no, non lo ero. Almeno prima.)

E poi ci sono quegli addii che non vorresti mai fare, perché sai che chi saluti, comunque vi comporterete, vi mancherà ogni giorno come l’aria.

Mio papà ci ha accompagnato all’aeroporto e mi ha detto “Non piangere che sarà tutto bello.”
Speriamo.

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2 thoughts on “Remember days of skipping school, Racing cars and being cool.

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