I write these stupid words and I love every one.

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Fin da quando sono arrivata qui sono stata affascinata da quei cartelli colorati, spesso contornati da palloncini svolazzanti, messi agli ingressi delle zone residenziali, per indicare le garage sales, ovvero le vendite di roba, usata, all’interno dei garages delle singole case.
Poi c’è da aggiungere che mio marito va matto per quella serie tv in cui mettono all’asta garages pieni di roba, abbandonati da anni e in cui devi fare un’offerta senza poter vedere se non marginalmente quello che c’è dentro. E ogni tanto ci trovano forzieri di dobloni d’oro o Chanel originali, quindi la mia aspettativa era altissima.
Sostanzialmente vale la regola, come insegnava Charlotte in Sex and the City, parlando di fidanzati, che l’immondizia di qualcuno può essere il tesoro di qualcun altro.
Alla fine peró, pur avendo visto centinaia di cartelli e vendite di tutte le dimensioni, non avevo mai osato avvicinarmi. Forse un po’ per timore di quello che avrei trovato e più che altro per la paura di trovarmi nella situazione di dover prendere qualcosa a tutti costi, per non essere scortese. E quindi portarmi a casa un bel paralume ammuffito, a fare il paio con quelli che ci sono nel basement, appartenenti al padrone di casa.
Nel fine settimana peró è apparso un cartello, con tanto di palloncini, esattamente davanti a casa nostra. L’occasione perfetta.
Il primo giorno, giovedì, son passata a spiare da lontano. La garage sale era effettivamente due case dopo la nostra, dallo stesso lato. Ho fatto un giro in bici col Sauro per il quartiere ed ho visto 7/8 macchine parcheggiate lì intorno. Cosa stranissima per qui dove i vialetti sono immacolati e deserti. Il giorno dopo, convinta ad andarci, son partita troppo tardi, che alle 5 e mezza era già tutto finito. Il terzo giorno ce l’abbiamo fatta. Siamo partiti tutti e tre, abbiamo solcato il vialetto della vicina, conversato amabilmente con la padrona, sgattato tra i suoi vestiti anni 80 e tra i peluches delle sue figlie ormai grandi. C’era di tutto, dalla sega circolare alle decorazioni natalizie. Calze, candele, tazze, toastiere, aspirapolvere e un salottino compreso di tavolo circolare roccocó.
Per 10$ abbiamo preso una lavagnetta old stile della coca cola, un paio di orecchini a clips per nonna L, una sveglia analogica per me, che desideravo da quando sono arrivata ed ho comprato per due dollari, e queste figure di cartone spesso con topolino e paperino da appendere al muro della stanza del Sauro.

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Mi piace l’idea che qualcosa che è stato parte della vita di altri bambini, testimone di giochi e feste e risate, adesso diventi anche un po’ del Sauro, per un po’.
Qui nella patria del consumismo hanno peró un’attenzione particolare al vendere/ricomprare/ridare vita alle cose e questa cosa mi affascina terribilmente. La storia degli oggetti.
E poi é stato un modo carino per conoscere il vicinato. La padrona di casa è stata adorabile, si è ricordata tutti i nostri nomi (cosa tipica in America, in cui io guarda caso sono terribile) ed ha regalato al Sauto una scimmia fluorescente di peluches!
Abbiamo pure conosciuto una vicina che ha degli amici in Piemonte ed è una fan dell’oggettistica a tema western. Era alla ricerca di una stella da sceriffo al neon, con all’interno un mandriano con lazzo. Va matta per queste cose, ha detto e sembrava tanto la nonnina di Cappuccetto Rosso con i boccoli candidi e gli occhiali.
Se la rincontro mi faccio invitare a vedere la collezione di cowboys di ceramica, giuro!

Di sicuro faremo anche noi una garage sale, quando ce ne andremo di qui, che soprattutto la roba elettrica, in Italia non funziona. Chissà perché da noi non prende piede questa cosa. È davvero carinissima, è un modo per conoscere, far fuori la rumenta guadagnandoci qualcosa e ridar vita agli oggetti.
Quando torno a casa lancio la moda nel torinese. Avrei un bel po’ di cose da far fuori, che magari qualcuno apprezza.Se volete un vaso canopo in cui far riposare le vostre ceneri sempre e per sempre, fatevi avanti!

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4 thoughts on “I write these stupid words and I love every one.

  1. Brava ciccia! Però qui aihmé vige la mentalità: “sarò pure un pezzente ma la roba di un altro nn la uso, chissà cosa ci avrà fatto” e vai con set trio rosa shocking alla furia, per dirne una.
    Smack

  2. il vaso canopo è mioooo! lo sai! comunque ieri io e patrino dicevamo la stessa cosa, a proposito dei suoi settanta milioni di cd che sono stati traslocati in più e più viaggi faticosissimi. più garage sales per tutti!

  3. Sto scoprendo anche io il mondo del “second hand”, in particolare di accessori, e per pochi dollari non sono mai stata così swanky nemmeno a Milano! anche io ho pensato subito “dovremmo farlo anche in Italia”. magari chissà, si riuscirà davvero prima o poi… un bacione!

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