She leaves the pie and always always eats her greens.

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Il parrucchiere da 12 dollari, più la mancia.
Ci sono finita per caso, perché quello in cui volevo andare apriva dopo le 10 ed erano le 8,30 e io dovevo fare altre mille cose. Quindi sono entrata da questo, proprio accanto al supermercato dov’ero andata a comprare il latte.
Al parrucchiere da 12 dollari puoi fare il check in online tra l’altro, direttamente dal telefonino, così quando arrivi non aspetti. Non che ci fosse la fila, ragazzini asiatici a parte.
È stata un’esperienza surreale, anche perchè, come molto spesso ultimamente, non sapevo bene cosa aspettarmi.
Innanzitutto non mi han lavato i capelli ma me li hanno spruzzettati con lo spruzzino per i gerani. Non che mi lamenti. Ho sempre odiato il lavaggio dei capelli dal parrucchiere, mi fa male il collo, mi vi va l’acqua nelle orecchie, è un lavoro sempre affidato all’ultima arrivata che spesso ci mette molto più tempo del dovuto e mi ustiona la testa per poi chiedermi se per caso l’acqua è troppo calda. Si cara, quelle che senti sfrigolare è la mia cute! Poi c’è tutta quella ignobile sequela di richieste: “vuole lo shampoo speciale, la crema, il massaggio, la maschera? Sa perché ne avrebbe proprio bisogno.” E io odio dover dire di no e soprattuto dover dar spiegazioni sul perché no, non voglio la tua noce di crema speciale a 12 euro, tanto domani mi laverò di nuovo i capelli.
Si, io doccia e capelli tutti i giorni, incondizionatamente, da 20 anni. Devo essere decisamente malata o sperduta nel deserto del Sahara per non farlo, quindi tutte queste manfrine non fanno per me. Non uso neanche il phon a meno che non sia pieno inverno e non vada a dormire subito dopo la doccia.
Comunque, ritornando al parrucchiere americano, la ragazza dello spruzzino mi ha chiesto cosa volevo: spuntare e fare il ciuffo da un lato.
Ha iniziato a lavorare senza minimamente menzionare i miei capelli rosa nè lo stato degli stess che non è certo da pubblicità Pantene.
Ve la immaginate una cosa del genere in Italia? La parrucchiera superstar di turno avrebbe già fatto mille domande con malcelato disgusto. Me la vedo farsi il segno della croce alla mia affermazione di averli colorati DA SOLA, e correre a chiedere perdono al dio delle tinte extra lusso.
Io e la ragazza che mi tagliava i capelli abbiano parlato di pizza. Dov’è la migliore secondo me che sono italiana, come si fa a farla in casa ed ha anche ammesso candidamente di abitare ancora con sua mamma perché non le piace cucinare. Nessuna pretenziosità insomma, chiacchiere da bar dure e pure.
Alla fine niente piega. Son 12 dollari non è che potevo pretendere. Mi ha solo chiesto se volevo me li asciugasse, sommariamente, con il phon, visto che fuori diluviava e magari non ne valeva la pena.
Le ho detto di si, che non ce l’ho fatta ad uscire gocciolante dal parrucchiere. Quella bella sensazione dei capelli morbidi e leggeri? Quella cosa che ti specchi nelle vetrine per vedere come stai e quasi non ti ci riconosci con il taglio nuovo? Ecco no. Solo una spuntatina alle punte rovinate. Nice and easy come dicono qui.
Quando son tornata a casa, mio marito non si è accorto che ero andata dal parrucchiere, quello no.
Ma tanto non lo fa neanche quando vado da quelli seri da sessanta euro!

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