The darkness tonight is so bright.

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Allora, partiamo dal presupposto che io non sono mai stata una sportivona. Dopo la terza media diciamo, che prima ho avuto anche io i miei fasti tennistici ma poi, siccome i miei genitori non vollero mandarmi in Florida a vivere alla Bollettieri Academy e decisero, contro la mia volontà, di mandarmi al Liceo, appesi racchetta e voglia al chiodo. In realtà dopo aver letto Open penso che forse avevano ragione loro. Comunque, io e lo sport, ecco, anche no. Uno dei miei sogni ricorrenti, per dirne una, è che arrivo il giorno della laurea e mi dicono che non posso laurearmi perchè non ha mai fatto l’ora di educazione fisica. E io basita che non sapevo si dovesse fare anche al Politecnico, ginnastica!

In vita mia non avevo mai fatto un’ora di palestra, danza afro, yoga, pilates o tutte quelle robe che fanno le ragazze normali. Portavo il Sauro in piscina quando era piccolissimo ma non è che conta come sport. Anche perchè smisi dopo poco, visto che, nella vasca ci facevano CANTARE. Io, che canto, con le ginocchia a mollo ed il Sauro che mi guarda atterrito. Siamo durati poco ovviamente. Anche perchè io quelle canzoni lì dei coccodrilli ed i pirati non le sapevo mica. Gli ho sempre cantato Britney Spears e gli Aerosmith al Sauro, al massimo Julio Iglesias, se proprio ero in buona. Oggi in macchina gli cantavo Adele e mi ha detto: “Mamma, stop”, beata innocenza. Ma non divaghiamo.

Da quando sono negli Usa invece in palestra ci vado eccome. E vado a camminare, nei boschi, da sola, così per il piacere di muovermi. Io. Credo che droghino l’acqua. No, a parte gli scherzi, il fatto è che qui non ci si muove mai. Se non abitassi in una casa che è metà Versailles, credo che non consumerei più di 12 calorie al giorno. E la voglia di faticare è venuta da sola. Quindi mi sono iscritta in palestra, questa per la precisione, dove con 20 dollari al mese ho tutto l’immaginabile comprese le lampade (altra roba che non ho mai fatto, quelle bare luccicanti mi inquietano) e le poltrone massaggianti. La filosofia di queste palestre, aperte ovviamente 24 ore su 24 che sia mai che alle tre della mattina senti il bisogno impellente di farti una corsetta, è che non si giudica, o meglio non ci si giudica. E ci marciano un casino su sta cosa, ogni macchinario ha la scritta The Judgement free zone e c’è pure una sirena che suona quando qualcuno fa un po’ troppo l’esibizionista nella parte pesi.

A quanto pare gli americani, che io credevo essere il popolo più menefreghista del giudizio altrui visto che vanno in giro con il pigiama e la ciabatte di Snookie, hanno paura del giudizio degli altri, soprattutto in palestra, dove pance, giri vita e sederi vengono messi a nudo. Non nel senso letterario intendiamoci, anzi. Io ero abituata ad un infanzia negli spogliatoi femminili del tennis dove il nudismo era uno status quo. Non solo quello funzionale al cambiarsi e farsi la doccia ma proprio l’esibizionismo senza nessuna remora. Intendiamoci, niente di male, a casa nostra si vive nudi, per la gioia dei vicini, ma la tizia che ti parla spalmandosi di crema l’interno coscia era un po’ troppo per me ragazzina. Qui invece gli spogliatoi sono solo e semplicemente un posto dove lasciare la borsa e il cellulare. Le americane arrivano in palestra vestite da palestra, ed escono sudate e con le stesse scarpe. Il che funziona meglio che da noi, visto che normalmente tra il tapis roulant e la macchina ci sono da percorrere 15 metri. Anche qui io me ne frego, mi cambio la maglietta sudata alla faccia di chi mi guarda e mi faccio la doccia, che è più pulita di quella di casa mia visto che nessuno la usa.

Normalmente vado in palestra a tarda mattinata, dopo le commissioni e prima di recuperare il Sauro all’asilo, quindi la fauna da palestra è composta principalmente da donne di mezza età e uomini in riabilitazione. Nessuna competizione quindi comunque. Però sono sempre piacevolmente stupita da quanto la fauna, alla fine sia imprevedibile. Intendiamoci, in palestra, in Italia, c’è il truzzo palestrato (appunto), la sciura con le perle che cammina sul treadmill, la fanatica tutta branderizzata che ha fatto almeno 15 anni di danza jazz e si muove sinuosa e coordinata su qualsiasi strumento, il patito di bici o maratona che si allena solo d’inverno, il gay o la divorziata che ci van lì per cuccare e poco altro. Qui, solo di sta mattina, ho visto un supoerciccione andare al triplo della mia velocità sullo step senza versare una goccia di sudore, una signora con i capelli bianche e il bastone da passeggio alzare con le gambe quello che io alzo in tre macchine e la mia preferita, che ho soprannominato al Ninja Casalinga. È una signora asiatica tra i quaranta ed i cinquanta direi (è così difficile datare gli orientali!) con gli occhiali e la permanente, la tuta un po’ old fashion e il marsupio. Beh, questa tizia alza pesi come Schwarzenegger nel suo periodo migliore, più fa una serie di robe che io posso solo guardare a bocca aperta. Sarà anche la palestra in cui non si giudica ma io, mentre sono lì che muoio sullo step e mi ripeto che, come insegna la Nike, se stai sudando vuol dire che sei ancora vivo, lei la stimo proprio tanto! me la immagino in casa che con una mano solleva il divano e con l’altra passa l’aspirapolvere o che alza la macchina senza il crick per cambiare la gomma!

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4 thoughts on “The darkness tonight is so bright.

  1. …grande G: mamma STOP, picco mi dice sempre: mamma meno male che non ti guadagni da vivere cantando… oppure mamma per me è un NO… anche G tra un po’ ma in inglese… però qualche foto della palestra potresti anche postarla…

  2. Grazie a questo post scopro l’esistenza delle ciabatte snookie…. Ma davvero vanno in giro con quelle?
    Sempre divertente leggerti.
    Attendo tuo post su elezioni…..

    1. Certo che ci vanno in giro! Tutti fieri. Per le elezioni avevo un sacco di aspettative ma in realtà sono molto più tiepidi (politically correct?) che da noi…

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