I’ll dress nice, I’ll look good, I’ll go dancing alone.

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Una cosa di cui non mi sentirete lamentare, qui negli Stati Uniti, è la pazzesca quantità di feste pagane e puramente commerciali. La festa dei nonni, di San Patrizio o dei sandwich, che era sabato scorso, giuro. Ho sentito un sacco di critiche alla festa di Halloween, ultimamente, che sta prendendo piede anche in Italia ma onestamente non ci vedo nulla di male. A me la festa dei Morti, dei Santi o quello che è, è sempre stata un po’ qui. Che quando sei piccolo non hai bene l’idea di cosa sia la morte, vai giro per i cimiteri a guardare foto sbiadite di trisnonne con i baffi, poi se sei proprio fortunato c’è la messa all’aperto, tra le lapidi a meno cinque gradi sotto la pioggia. Io ne ho un ricordo tremendo, accatastata tra mazzi di crisantemi puzzolenti e zuppi di acqua, accanto al “reparto suore” del cimitero, a chiedermi perchè Maria Rossi, poi diventasse suor Addolorata. Perchè le suore cambiano nome come Madonna e Lady Gaga? Forse per sviare i fidanzati dei giorni perduti a ritrovarle una volta che avevano abbracciato Gesù. Comunque, sostanzialmente abbasso le feste cristiane, che più che feste sono una spremuta di maroni, intrisa di messe, rosari, penitenze e digiuni o se proprio ti va bene due mandarini e un po’ di carbone, o anche un uovo di cioccolato dopo 40 giorni di sofferenze, e viva le feste pagane. Cibo speciale, travestimenti, bevande tipiche, fuochi d’artificio, regali e dolcetti.

Halloween qui è cominciato a settembre. Anzi credo di aver visto la prima zucca a fine agosto. Ed è stato un crescendo di arancione, lanterne, mani mozzate, sidro, costumi e mele caramellate fino al 31 ottobre. Già un paio di settimane prima della fatidica data, il Sauro è stato introdotto alla magia del Trick or Treating, ovvero ricevere un mucchio di caramelle senza fare assolutamente nulla. E ovviamente ci si è trovato benissimo, ha tirato fuori lo zingarello italiano che è in lui, tagliando code e rifacendo due volte la fila, con le guance tutte sporche di cioccolato. Il primo weekend siamo stati nella nostra cittadina, dove nel parco in centro al paese c’erano tutta una serie di banchetti delle imprese locali, che davano caramelle e si facevano promozione. C’era la corsa con i sacchi e la gara a chi abbigliava meglio lo spaventapasseri, altro monumento nazionale dell’autunno. Il Sauro non si era voluto vestire. Colpa del costume numero due, pensavo, dopo quello di Max Re di tutti i Mostri Selvaggi, fu la volta di superman, piccolo anch’esso. Ma mica è colpa mia se la taglia 3/4 in america è venduta per bambini di 1/2 anni. Il sabato prima di Halloween invece, siamo andati alla nostra prima Street Parade, in un paesino qui vicino. Dopo un lauto brunch nel quale il Sauro ha dormito tutto il tempo, ci siamo infilati in una coda di bambini che entravano in tutti i negozi, in perfetta fila indiana, con il loro cestino a farsi dare le caramelle dai commercianti locali. Questa volta avevamo il cestino a forma di zucca ed anche un costume della taglia giusta, Batman. Che ovviamente il Sauro non ha voluto, pretendendo solo la cintura e il mantello, sopra un abbigliamento da freddo freddissimo super raffazzonato (non ero mica pronta a passare dai 25 ai 5 gradi in una settimana) che dava più l’idea di un profugo albanese misto bombarolo kamikaze. Nonostante tutto è stato bellissimo, ci siamo divertiti tantissimo, c’erano un sacco di bambini ed il dentista locale ci ha pure dato uno spazzolino col la scritta Happy Halloween con cui il Sauro sta pulendo tutte le fughe delle piastrelle proprio in questo momento!

La giornata di Halloween poi è stata favolosa. Il Sauro è stato espressamente richiesto a scuola per tutto il giorno (pagando il giusto, ovviamente) per partecipare a tutti i festeggiamenti, parate, caramelle e cotillon ed ha effettivamente usato il suo costume di Batman, nella sua interezza per tutto il giorno. 19 dollari ben spesi, sulla fine. Io mi son goduta il mio day off, andando a mangiare pranzo fuori con Erre, come non facevamo da sei mesi sei, almeno. La sera bagno, per levarsi i sei kg di cioccolata che il Sauro aveva fin dentro le orecchie (Dio solo sa quanto è stata selvaggia la festa…) e poi pigiama a scheletro di Gap, sempre sia lodato. Il prefetto outfit da notte di halloween. Quindi abbiamo aspettato che arrivassero i bambini dei vicini per dolcetto o scherzetto. Avevamo due coppe piene di cioccolatini e caramelle, comprate da Cotsco ovviamente. Poco dopo le sei hanno iniziato ad arrivare, meravigliosi, sfidando i due gradi che c’erano fuori. (Per quello noi non siamo andati a bussare ai vicini, troppo troppo troppo freddo) streghe, maghi, lupi mannari, giocatori di football, indiani, pirati, principesse e robi paurosi. Tutti gentilissimi ed educatissimi. Ognuno di loro ha avuto un grazie e un per favore. Ognuno ha fatto i complimenti a S per il suo outfit/pigiama da scheletro, i più piccoli erano accompagnati dai genitori che però si fermavano all’inizio del vialetto. Il Sauro estasiato. Ha preteso una sediolina davanti alla porta di ingresso, per essere sempre pronto all’arrivo di nuovi bambini, stringendo cioccolatini nella sue manine paffute, infatti qualche povero bambino avrà ricevuto dolcetti un po’ sciolti. A tutti ha detto Happy Halloween ed a una combriccola persino Bye Bye Have a great Night. Sta imparando l’inglese, è definitivo.

La mattina dopo io sono andata a fare la spesa ed Halloween era già cosa vecchia. Da Mashalls, che è l’equivalente del nostro mercato della Crocetta, dove puoi fare affari tremendi, se solo hai voglia di sgattare il giusto tra le pile di roba, scontavano i costumi all’80 per cento. E c’era la fila a comprarli. La stessa cosa al supermercato. Io ho comprato piatti e bicchieri di carta a tema a 79 centesimi al pacco, che noi la festa l’abbiamo fatta il sabato successivo. 12 ore dopo il 31, halloween era già archiviato, tutto il materiale saldato e c’erano già le decorazioni di natale. Un’aspettativa durata tre mesi, risolta nell’arco di due ore e un milione di caramelle, che campeggiano ancora nel nostro salotto. Adesso ci prepariamo al Natale, the show must go on.

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9 thoughts on “I’ll dress nice, I’ll look good, I’ll go dancing alone.

  1. No ma io la voglio la palla di scarlett e rhett al ballo di Atlanta… che poi lui a quanto pare era una “sola” nel ballo e quindi li hanno messo su una pedana girevole per far sembrare che loro ballassero e invece erano praticamente fermi… ma quanto ho sognato su quella scena!!! Sono un’inguaribile romantica!!!

  2. Pingback: Mammalogopedista

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