I will move away from here, you won’t be afraid of fear.

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Eccomi qui, alla vigilia del mio primo compleanno americano. Che in effetti, è già ufficialmente iniziato visto che in Italia sono le 2.34. Penso al compleanno dell’anno scorso, passato qui, con gli amici più cari: ricordo ancora come eravate vestiti tutti sapete? Compreso il Sauro. E tutti i regali, uno ad uno. E mi ricordo quel senso agrodolce di salto nel vuoto che permeava il mio mondo un anno fa.L’unica certezza era che non ci sarebbero state cene a Casa Slurp con tutti voi, di lì ad un anno. Cosa mi aspettavo, che cosa speravo, che cosa volevo, non lo sapevo allora e posso dire con certezza di non saperlo neanche adesso. Ho imparato a prendere la vita one game at the time, come dice, non Andrè Agassi nel suo meraviglioso libro, ma Wreck It Ralph, l’idolo momentaneo del Sauro, nonché mia attuale fonte di saggezza spiccia.

Domenico Modugno diceva assai giustamente che la lontananza sai è come il vento, spegne i fuochi piccoli accende quelli grandi e io questa frase ce l’ho in testa praticamente da quando sono atterrata in Michigan. E non c’è niente di più vero. Perché quando cambi continente, abitudini e numero di telefono, ma la tua mail e i tuoi affetti rimangono gli stessi, avviene una selezione naturale tra te e le persone che fino a pochi mesi prima facevano parte del tuo mondo e poi inevitabilmente non lo fanno più. Ho “preso” molte persone in questo cammino, forse solo momentaneamente, ne ho ritrovate altre invece che quand’ero in Italia non erano così presenti. Senza cattiveria, senza colpe se non forse la mia pigrizia, semplicemente il naturale corso degli eventi. Le persone che contano, con una mail al mese o con un whatsapp tutte le mattine sono rimaste le stesse. Se ne sono aggiunte di altre ugualmente importanti, che son contenta di aver avuto l’onore di conoscere.

Il mio mondo, la mia quotidianità e il mio compleanno non sarebbero le stesse senza gli altri, anche se sono quasi tutti a seimila chilometri di distanza. A dispetto di un anno fa ho imparato quanto ti scalda il cuore una chiamata su skype di qualcuno che vuole solo dirti: auguri e ti voglio bene. Una cartolina che non ti aspetti. Una chiaccherata su faceTime seduta sul pavimento del salotto, mentre il Sauro dorme. L’eterno combattere tra il non dipendere dall’attenzione da chi sta dall’altra parte dell’oceano e il cercare di far capire quanto sia essenziale per me, avervi. Perché lo so benissimo che avete il vostro carretto da tirare avanti, i vostri orari, i cazzi vostri sostanzialmente. E io i miei, ovviamente.

Però grazie di esserci stati, sempre e comunque. E di esserci sempre, quando conta davvero. Grazie per gli auguri, le chiamate, i pensieri per me domani. Grazie anche per quelli tra un mese. Che diventare vecchi non è bello per niente.

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4 thoughts on “I will move away from here, you won’t be afraid of fear.

  1. Auguri Ale.. Pensa che i tuoi orari mi permettono di leggere qualcosa di nuovo durante l’allattamento notturno… 🙂 Magari un giorno ci vedremo pure, ma x ora a me sembri più vicina quando sei a 6000km da me piuttosto che a 100. buon compleanno! Baci

    1. Bene! Le amiche che allattano sono le migliori con cui chiaccherare dalle 21 in avanti. Hanno i miei stessi problemi e per fortuna son sveglie ad orari improbabili. Ho avuto 6 mesi di comunicazione con mia sorella esclusivamente tra le sue due e le sei del mattino, santi neonati! Grazie ancora, tvb.

  2. “ne ho ritrovate altre invece che quand’ero in Italia non erano così presenti”: ho pensato esattamente questo quando ci siamo viste nel periodo di natale…ti abbraccio!

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