We gotta move these colour tvs, lord.

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Nonostante vada molto di moda il detto “io non guardo la tv” (salvo poi venir fuori che in effetti non guardi il Tg Uno o Maria de Filippi, ma ti scassi di serie tv e film pirata sul video del pc, e io di sta cosa devo ancora capire la differenza nonché lo snobismo), io la tv la guardo. La mia tv americana 55 pollici poi, é difficile da ignorare pure volendo, da spenta. Per non parlare dell’offerta di canali, pagati cari e salati. C’é tutto, dalla filmografia completa di Schwarzenegger (per la gioia di Erre) a Spongebob a tutte le ore (per la gioia del Sauro) a tutti i film alternativi mai presentati al Sundance festival, per la mia gioia nerdolosa. On demand ci sono tutte le puntate di tutte le serie di tutto il pubblicato, da Honey Boo Boo a Dexter, tutti i cartoni animati della Pixar, tutte le ultime uscite a poche settimane di distanza dal cinema. Insomma, avere una vita sociale, oltre che ad essere sconveniente, é altamente ingiustificato. Poi la tv americana é per lo piú rilassante, senza sorprese, né cattiverie, né candid camere. Gli stessi i format che importiamo a caro prezzo, qui han tutto un altro taglio. Lo stesso Joe Bastinich che in Italia chiedeva ai concorrenti Vuoi che Muoro? nella prima puntata dell’ultima serie di MasterChef Us, piangeva di gioia! Quindi ecco alcuni dei principali punti a favore della tv americana, rispetto alla nostra.

TV – Usa vs Italy:

– Far durare i programmi tv geneticamente un’ora, al massimo due se è un finale di stagione. E programmi che iniziano e finiscono esattamente all’ora stabilita. La gente perde l’interesse se deve aspettare il super ospite o l’apertura della busta fino all’1.30 del mattino. Tanto più che c’è gente che lavora. C’è. Io no, ma qualcuno si.

– Niente tette e culi gratuiti. Ogni volta che torno in Italia è la cosa che in assoluto noto di più, culi in vista per publicizzare qualsiasi cosa, dal cukident alle caldaie. Che poi non sono qui a moralizzare sul piacere di vedere due chiapperete sode tra Maroni e Alfano a Porta a Porta peró, cari pubblicitari (e uomini in generale), potrà sembrarvi assurdo, ma Tette non è sempre la risposta giusta a qualsiasi domanda. Negli Usa naturalmente niente di tutto ciò, ma appena una fa vedere mezzo capezzolo perché le si incaglia il vestito nella portiera, ha le copertine di tutti i tabloid assicurate, altro che la farfalla di Belem.

– Non si litiga, quasi mai. Se non in qualche show pomeridiano in cui si fa esclusivamente quello. Ma più che altro è il pubblico ad inveire contro l’ospite, che ammette di aver tradito non una non due non tre ma quattro compagne contemporaneamente. Il suddetto traditore era un nano e tutte le poverine, incinte. Però a parte questi show da Circo Orfei, tutto dai reality show alle tribune politiche è assolutamente corretto. Ci si scontra, ci si rapporta, ma tutto senza Cettina che si alza in piedi e inizia a santonare in napoletano stretto, contro il giudice, tronista o il generico malcapitato di turno. E vi assicuro che seguire un programma è molto più rilassante, oltre che non far apparire avventori e telespettatori dei palesi coglioni. Istiga al buonismo forzato invece che agli omicidi per i parcheggi.

– Le pubblicitá sono altamente mirate. Guardi Grey’s Anatomy, tra il Dottor Bollore e il Dottor Sixpack ci infilano la pubblicitá dell’istituto di chirurgia plastica piú rinomato del Michigan, sia mai che, sull’onda dell’entusiasmo ospedaliero tu decida che é proprio ora di farti quella rinoplastica. Durante i cartoni animati, ci infilano quella dei parchi divertimenti, cosí che alla centesima volta che tuo figlio, vedendo un Minion che scende dalle montagne russe, urla “Mamma ci andiamooooooooo?”, ti sembrerá davvero un’ottima idea. Se non altro per farlo tacere.

– Sempre parlando di pubblicitá, quelle comparative sono spietate, soprattutto quelle per la telefonia ed i tablet. Ci sono letteralmente acquirenti della Samsung che deridono in modo poco galante i poveri possessori di iPhone. E poi bambini che sputano i biscotti della concorrenza. Mogli deluse per il regalo della marca sbagliata. Una lotta senza esclusione di colpi.

– Le trasmissioni comiche, in primis il Saturday Night Live, sono eccezionali. Sia per la qualitá degli ospiti sia per la qualitá dell’intrattenimento. Non c’é la valletta in perizoma, non si dicono parolacce, non si fa della facile ironia sul cacca e pirillo, eppure fanno ridere. Guardate questo video sulla presentazione fittizia del nuovo Google Glass, il telefonino “da occhio”, ed eccovi un chiaro esempio di una roba che fa ridere tantissimo, non facendo politica, non essendo volgare in alcun modo, non deridendo le minoranze, non scimmiottando nessuno che sta dall’altra parte… Quella fastidiosa sensazione di imbarazzo che provavo in Italia guardando Zelig e pensando “Ma la gente ride davvero per queste cose?”, ecco qui no.

Ma non é tutto oro quello che luccica, la tv italiana ha anche tanto di positivo. Beh, forse tanto no, ma qualcosa.

Tv – Italy vs Usa:

– In Italia c’é tanta pubblicitá, ma qui ce n’é ancora di piú. Roba che non ti ricordi piú com’é andata avanti la storia, tra un advert e l’altro. In compenso senti l’irrefrenabile desiderio di comprare i gessi che colorano i capelli. Una puntata dei Simpsons, in anteprima, dura 30 minuti. Venti di episodio, dieci di pubblicitá, divisa in pratici scaglioni da settecentoottanta stacchi. Praticamente un minuto di consigli per gli acquisti ogni due di Homer. Una tortura.

– L’informazione che esiste, in Italia cosí come in europa. Distorta, di parte, incompleta o dissacratoria, ma esiste. Si parla di politica in tv, forse anche troppo ma se ne parla. É vero che non é facile riassumere in un telegiornale la politica che governa 315 milioni di abitanti, ma é anche vero che ci si puó provare, oppure puntare sulla politica locale, e non parlo solo di quanti consiglieri han votato per spostare la location della sagra della ciliegia di Traverse City. Qui le notizie politiche alla portata di tutti non esistono. Non esistono i telegiornali come li intendiamo noi, per news si intendono quelle sul traffico e quelle metereologiche. Al massimo quanti morti ammazzati ci sono stati a Detroit nel weekend. Esistono i canali tematici, come la Cnn, dove gli approfondimenti sono cosí noiosi e burocratici da stendere un morto. Finché non c’é la sparatoria in una scuola, una bomba durante la maratona, un uragano ed un tornado devastante, all’americano medio non é dato sapere cosa succede due stati piú in lá. Molto probabilmente perché non gli interessa. In compenso ogni canale che si rispetti, dall’Abc alla Cbs, ha il suo programma quotidiano di gossip. Insomma si puó vivere senza sapere dove ci sta portando l’Obamacare, ma non senza sapere il colore del rossetto di Michelle Obama alla parata del Memorial Day.

– La decenza, tutta italiana, di non fare la pubblicitá della pasta al ragú alle dieci di sera, dove sei appena tornato dal ristorante e solo la vista del cibo ti fa star male. Negli Usa la pubblicitá del cibo va bene sempre, Mc Donald’s alle sette del mattino, costine in salsa barbeque per merenda, panini di Subway all’ora della digestione. Forse é una cosa che noto solo io perché ormai nove volte su dieci che esco a mangiare qui negli Usa, torno giurando che non toccheró piú cibo per i prossimi quindici giorni, peró, amici americani, non é sempre l’ora di un hamburger di Wendy’s, fatevene una ragione.

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5 thoughts on “We gotta move these colour tvs, lord.

  1. Retromarcìa è fantastico 😀
    Non so li in Michigan, ma qui in Florida vanno di brutto anche gli spot dei medicinali. La pillola contro il colesterolo, subito dopo la pubblicità di Mc Donald’s. Geniali.

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