Oh, he lives in a house, a very big house in the country.

20130623-104753.jpg

È tempo di saluti. La cosa che temo di più, prima ancora di partire dagli States per tornare a casa. La vera verità è che vorrei solo piangere e piangere crogiolandomi nel dolore di salutare quelli a cui voglio bene, quelli che d’ora in poi vedrò solo su skype, se si può, quando si può, ma alla fine mi do un contegno, sorrido e tiro avanti. Che alla fine della fiera non vado mica in guerra. E visto da una più ampia prospettiva, da piangere non c’è proprio niente di niente, siamo onesti.
Ho notato che a differenza di molti espatriati io chiamo casa l’Italia nonostante ci abbia passato un dodicesimo dell’anno. Forse perché aveva ragione il piccolo Principe e Home Is Where the Heart Is (o forse era Jim Morrison? O Vasco? In ogni caso uno di quelli che vanno forti per gli aforismi da diario di adolescente).
Comunque, ho ben poco da lamentarmi, dicevamo e molto da aspettare con ansia, in quest’estate americana.
Un altro weekend del 4 luglio, con i fuochi della mia città, nel parco, i migliori di sempre.
Quattro giorni a NY, la mostra sul fashion punk al Met (c’è ancora vero?), la prima volta al
Pond di Central Park del Sauro e allo zoo del Bronx.
Un concerto di Courtney Love. Al casinó. Che detta così è già surreale abbastanza.
Il viaggio in California. Da San Diego a San Francisco. Spiaggia, mare, disneyland e surfisti.
La halloween madmess, che il Sauro quest’anno è in grado di viversi al meglio ed ha già deciso che si vestirà da Sceriffo Woody.
Le ultime puntate di Games of Throne che mi aspettano sul registratore americano.
Le riviste di gossip a pacchi che aspettano solo di essere lette in giardino.
I pomeriggi al parco.
L’estate ad Ann Arbor.
L’iscrizione a Coursera.
Il Sauro di nuovo a scuola (ringraziando il cielo).
Il golf, sperando non faccia troppo caldo.
I bbq.
Il festival degli imitatori di Elvis.
I picnic al lago.
Target.
Il Drive In.
Despicable Me 2.

Annunci

5 thoughts on “Oh, he lives in a house, a very big house in the country.

  1. Un Jovane saggio diceva: <>.
    Ed è vero, secondo me. Cioè, la casa siamo noi, da soli o accoppiati (o meglio ancora affamigliati) e non dobbiamo preoccuparci. Io nella mia modalità tartaruga (o lumaca, che mi porto tutto dietro, da sola) tutto sommato ci sto bene, anche troppo.
    Coraggio cara, che siete una squadra fortissimi! E poi scusa, un tato che si vuole vestire da Woody, al giorno d’oggi, è una grandissima soddisfazione.

    Io invece mi travesto sempre da esperta di birre, ogni anno…

    1. ma nooooo!!
      mi ha censurato il Jovane saggio! Che diceva: voglio andare a casa, la casa dov’é? la casa è il posto dove posso stare in pace con te…

      mannaja a sti stupidi copi-e-incolli protetti dal copyright O.O

  2. ma anche “ovunque lasci il mio cappello, quella è casa mia” di marvin gaye. certo poi è morto sparato dal padre in casa, però so’ dettagli.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...