Feeling the catastrophe, but she knows she can fly away.

20130917-213555.jpg

Vacanze finite. Aria autunnale in arrivo, quelle giornate con il cielo terso, l’aria freddina e le foglie che stanno per ingiallire, tipiche del Michigan. Quando esci in maniche di camicia perché fuori vedi il sole e invece c’é un aria che ti gela fin nelle ossa. Per fortuna che il tragitto medio che devo percorrere é di 50 metri tra la macchina e l’entrata di qualsiasi cosa. E poi da Starbucks é tornato il Pumpkin Spice Latte a riscaldare gli animi. Halloween é giá arrivato di prepotenza, ed é tutto un tripudio di arancione, zucche, dolcetti e mums, che poi sarebbero i crisantemi, ma detta cosí fa meno Giorno dei Morti.

Il Sauro ha riniziato la scuola, dopo 15 giorni di bagordi, pisoli fuori orario, patatine fritte, California e anarchia. É stato spostato definitivamente nella classe dei grandi, gli Early Learners, cambiando cosí maestre e piú che altro dovendo abbandonare la sua maestra del cuore. Ovviamente, da buon maschio, cambiare per lui é devastante. Fin da ieri che era la prima mattina, ha battuto i piedi e fatto ben chiaro che lui nella classe nuova non ci vuole stare. Poi ovviamente ci é stato ed ha pure dormito un’ora e un quarto, o almeno cosí c’era scritto sul foglio che mi hanno dato. Perché si, bando al portafoglio, ha iniziato il full time, ovvero il tempo pieno, quindi possiamo parcheggiarcelo ogni giorno dalle 6.30 del mattino alle 18.30. In pratica entrerá tra le 8.30 e le 9 e uscirá verso le 16. Quindi si ferma a mangiare (cosa che giá faceva prima, ma poi veniva a casa da mammá che gli dava un secondo pranzo, cercando di annullare gli effetti delle chicken quesadillas o dei pbj&’s sandwich, i panini col burro di arachidi. Di soia. E la gelatina.) e soprattutto a dormire. Ieri é andata bene, ma per mia esperienza il primo giorno va sempre bene, sono il terzo e il quarto i piú temibili, quelli nei quali inizia a capire che sta cosa non é solo un una tantum, ma la sua nuova vita. Era ora che iniziasse con il tempo pieno comunque. L’asilo e la convivenza con gli altri é fondamentale, soprattutto per lui che deve assolutamente imparare la lingua per sopravvivere. E d’altronde, fossimo in Italia, avrebbe iniziato l’asilo con gli stessi orari.

Fossimo in Italia, appunto. In questi giorni me lo chiedo spesso come sarebbe, soprattutto perché sto un po’ combattendo con la precarietà del sistema di istruzione americano. La maestra ufficiale dell’asilo del Sauro questa settimana é in ferie, cosa che le spetta, poraccia, visto che il nostro asilo chiude 5 giorni l’anno, e al posto suo stanno facendo i turni una serie di sventurate che secondo me han poca idea di quello che fanno. Quindi io ieri sono arrivata in classe piena di pacchi e pachetti (coprimaterasso, cuscino, scimmia di peluches, cambio d’abiti, ciuccio – ehm – coperta e bicchiere) ed ho trovato ad aspettarmi una che manco sapeva dell’arrivo di mio figlio. Ho snocciolato la mia serie di domande e dictat, del tipo “qui c’é il bicchiere, il Sauro non beve dalla sippy cup” “non dategli il latte ai pasti ma l’acqua” o “non fatelo dormire con le scarpe, come invece fanno tutti gli altri” e questa ha annuito un po’ esterrefatta e poi mi ha detto che tanto lei avrebbe fatto solo il mattino e al pomeriggio ci sarebbe stata un’altra. La rossa procace, molto Joan di Mad Men, per la futura gioia di mio marito quando toccherá a lui riprenderlo da scuola, mi ha accolto all’arrivo, con il mio carico di ansia da primo giorno. Mi ha detto che lei non sapeva molto perché era appena arrivata, appunto, ma che il Sauro sembrava felice e che c’era scritto che aveva dormito un’ora e un quarto e mangiato la pizza. Sta mattina invece, per la mia gioia, ad accoglierci c’era la segretaria stizzosa, quella che tutti sanno che nessuno sopporta e che evidentemente tra le sue varie doti ha anche quella di supplire con malagrazia alla mancanza di personale docente nella classe dei treenni. Il Sauro é entrato mediamente felice, o meglio senza attaccarsi alla mia gamba modello palla al piede e quindi me ne sono andata anche io mediamente tranquilla, tralasciando tutte le istruzioni e facendo Gattini, sperando che se la sarebbe cavata ugualmente anche dormendo con le scarpe. Quando sono arrivata a prenderlo giocava tranquillo, sembrava felice e non aveva neanche troppa della fame che mi sarei immaginata avendo avuto pesca sciroppata e chicken noodles per pranzo.

Dopo di che, considero l’inserimento all’americana finito. Da domani basta ansie e istruzioni. Oggi dopo la scuola siamo andati al parco a festeggiare. Che il Sauro si sia adattato bene alla sua nuova vita a scuola e soprattutto che io abbia finalmente, dopo quasi un anno e mezzo, del tempo per me. Che vuol dire non dover scrivere i post alle undici di sera o con un bambino che batte sotto la mia sedia pretendendo che mi alzi. Non dover incastrare le pulizie, le lavatrici, la spesa e la piscina dalle 9 alle 11.30 perché poi arrivava l’allegra ciurma a pranzo. Sta mattina sono uscitta con tutta calma, ho fatto colazione, visto un’amica, mangiato tardi leggendo Glamour, parlato su Skype senza interruzioni bambinesche, pulito la veranda, lavato i costumi da bagno, cambiato lo smalto senza nessuno che voleva assolutamente la mela nel mezzo dell’operazione, scritto un post e soprattutto mi sono stupita, tanto e spesso, di quanto fosse meraviglioso avere del tempo per me, tanto tempo.

Durerá solo per un paio di mesi, lo so, ma per adesso, Buon Natale a me!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...