Tie your napkin ‘round your neck, cherie.

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Top 10 dei cibi che più mi mancano dall’Italia. Premettendo che qui si trova quasi tutto, ma quel quasi fa la differenza, soprattutto perché, anche se le trovi, certe cose non hanno il sapore di casa.

1. Gli affettati. i due etti di Rovagnati affettato fresco, il lardo con le spezie, il Capocollo che non è la Capicola, nonostante gli americani non riescano a farsene una ragione (di quello e della Bruscetta aka la bruschetta).
2. Le pagnotte. quelle friabili, piccole, che quando le lasci lì diventano di marmo e non ammuffiscono come il pane americano, diventando verdi e mollicce come il mostro della laguna.
3. Il sugo di pomodoro. Quello che mal che vada c’ha il basilico e non tutta quella serie di ingredienti segreti che ci mettono qui, dai gettonatissimi peperoni al corn syrup, che non voglio neanche indagare cosa sia davvero ma si trova dappertutto, dalla salsa al gelato.
4. La carne. Precisamente la carne che non sappia di morte quando la cuoci. Le fettine rosa, il carpaccio, l’arrosto. Qui la carne ha due peculiarità, a parte la puzza, ha un colore invitante e un gusto terribile. E se abbiamo smesso di comprarla noi che in Italia eravamo la famiglia Flinstones alle prese con le costolette di Brontosauro ogni sera, deve esserci davvero qualcosa che non va.
5. I porcini.Sarà che siamo in autunno e quindi mi mancano particolarmente ma un paese senza funghi e castagne (quelle ci sono ma sono giganti e insapori, oltre che carissime) nei boschi, ha qualcosa di sospetto. In compenso pullulano gli scoiattoli che sembra di stare sul set di Biancaneve, ma non è per niente la stessa cosa. Mancano anche i tartufi, a meno di non pagarli 700$ al grammo, ma quelli forse anche in Sardegna, per dire.
6. Le torte di frutta. Quelle con il pan di spagna e la crema pasticcera. E basta. Niente frosting, niente burro che non ha mai visto una mucca, niente glassa 100% zucchero, niente palme di plastica a decorare il tutto.
7. I biscotti. Quelli che al secondo morso non procurino il diabete, quelli che ti stai chiedendo se li hai pucciati nel thè, nel caffè o nell’ammoniaca perché rendono uguale il gusto di tutto.
8. Il pesce con gli occhi e la testa. L’equivalente lacustre del nostro branzino per dire. Il pescetto che metti al forno con due patate e un po’ di rosmarino e via. Quello che non è stato pescato alle Hawaii o in Giappone e poi lavorato e poi affettato e poi sterilizzato prima di arrivare nel surgelatore del supermercato.
9. La frutta di stagione. Che sulle prime trovare le pesche a dicembre può anche sembrare una bella cosa, ma alla fine hanno lo stesso gusto di polistirolo delle pesche di agosto, o dei lamponi a gennaio. La frutta che sa di frutta, che marcisce prima o poi invece che intristirsi nel suo portafrutta diventando grigiastra, ma sempre con la stessa consistenza. L’uva con i semi, anche se qui viene considerata una barbaria alla stregua del matrimonio tra consanguinei, ma che sappia di uva. E non di pesca a gennaio.
10. La focaccia. Quella che ti portava la mamma per merenda quando uscivi alle quattro e mezza da scuola. Quella che nel tragitto tra il panettiere e casa ti unge tutto il sacchetto, la borsa della spesa e anche il sedile del passeggero. Quella con i granini di sale grosso che scricchiolano sotto i denti e che quando la mangi ti lascia quella colata di olio sul mento. Pura estasi.

Ed è vero che qui ci sono il frappuccino e i burritos e il sushi costa una sciocchezza, che si può mangiare multietnico con esterna facilità, dal libanese al coreano, con pochi dollari. Vero che la cheesecake, quella buona, dice la sua e anche le ali di pollo piccanti, ma comunque, la prossima volta che passate in panetteria, pensatemi.

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6 thoughts on “Tie your napkin ‘round your neck, cherie.

  1. Ecco, la cosa che mi spaventa di più di tutte all’idea di vivere negli USA è il cibo; premesso che ogni tanto mi guardo in TV qualche puntata di qualche strano programma su Real Time, dove fanno vedere persone obese che si devono mettere a dieta (però prima vedi anche quello che mangiano quotidianamente) oppure storie di pasticceria tipo Il Boss delle Torte, dove ci sono delle torte tutte fatte allo stesso modo ma completamente diverse fuori, con forme stranissime di barca, di moto, di animale, oppure capcakes tutti uguali dentro ma diversissimi fuori….. Forse la mia visione della situazione alimentare negli USA è deformata da queste trasmissioni, ma per me che per con il cibo ho un rapporto monacale, del tipo che mangio poco, semplice e bene sarebbe davvero strano. Eccetto che per l’etnico, che forse diventerebbe parte integrante della dieta.
    Premettendo che ti penserò giusto oggi, che il mio carissimo marito prepara la pizza (il calzone, la focaccia, il pane arabo..) in casa ed il pane perché abbiamo il forno a legna e poi magari io ci cuocio anche la torta, quando la caloria si è abbassata (non voglio infierire ma a casa nostra il sabato si mangia così), come te la cavi dovendo cucinare all’italiana? Oppure vi siete adattati ai gusti americani? E non mi aspettavo davvero queste tue considerazioni sulla carne, che credevo fosse migliore di quella italiana!
    Un caro saluto! Paola

  2. Non vivo così lontana da casa come te, ma pur restando nei confini nazionali la focaccia col sale grosso manca anche a me. E quando a Natale tornerò a casa e la mia mamma mi farà trovare un pranzo a base di pizza bianca con ricotta e cicoria ripassata e prosciutto e fichi prometto che ti penserò.

  3. Ehh, eh, quando mi sono trasferito in US per i primi 1 o 2 anni ricordo avere spesso avuto la sensazione che “non si trova nulla da mangiare (di buono)” e cose del genere. Poi per me e’ in realta’ cambiata perche’ un po’ mi sono abituato, un po’ ho imparato ad usare ingredienti di qua per fare cose italiane, un po’ ho imparato cosa portarmi dall’italia e cosi’ via. Adesso in tutta realta’ mi manca solo la scelta dei formaggi freschi (che tu non nomini).

    Vado con (poco) ordine e metto dei pensieri sparsi, magari trovi qualche info utile (o solo tanta conclusione).

    Per gli affettati hai ragione, il bancone affettati normale del supermercato ha scelta ristretta. nel bancone che spesso c’e’ (penso a negozi come Kroger o Mejier) con prodotti un po’ ricercati tipo formaggi europei ci sono anche buste di genoa salami che non e’ male.

    Per il pane esiste quello normale e quello venduto come artisan bread, che e’ buono e croccante, ma costa parecchio e certo non e’ comunque pane ancora caldoo come quello che prendi in Italia dal fornaio. Io ho in parte risolto il problema comprando una bread machine e facendomi comodamente il pane in casa ogni uno o due giorni, e’ molto conveniente, carico farina, acqua, sale e lievito la sera e con timer lei mischia, fa lievitare e cucina, facendo trovare pane fumante la mattina.

    Sugo di pomodoro: io suggerisco il crushed tomato in lattina, la lista degli ingredienti non e’ lunga e basta cuocerlo per un 5-10 minuti finche’ si fa la pasta per avere risultato che a me piace. A settembre-ottobre ai farmer market si trovano pomodori in quantita’ per fare passata. E’ un po’ un lavoraccio.

    Torte, dolci e biscotti: d’accordissimo, troppo zucchero ovunque. Io da quando sono qui non uso quasi mai zucchero perche’ e’ gia’ aggiunto a tutte le altre cose e davvero non ne sento bisogno. Per biscotti forse quelli che si avvicinano a nostri gusti sono gli animal cracker. Qualche buon prodotto di biscotti e’ trovabile tra gli alimenti kosher al Meijer qui.

    Pesce: qui nel midmichigan si trova quello locale, di lago, anche nelle groceries. Poi ci sono alcuni servizi che vendono ingiro ed hanno piu’ scelta tipo http://www.oceansideseafood.com/, di cui ho sentito parlare bene ma non ho mai provato.

    Frutta: quando e’ la stagione puo’ essere anche buona e locale al supermercato (tipo adesso le mele, no?), altrimenti io consiglio (come anche per carne) i farmers markets (quando e’ la stagione). Alcuni hanno shares, cioe’ vendono a costi tipo 100-200 usd un rifornimento di prodotti di stagione ogni settimana per i mesi estivi e inizio dell’autunno.

    In zona Detroit ci sono dei posti che possono essere interessanti per acquistare cibo:
    – eastern market: grande mercato tipo farmers’ market in citta’. nella zona ci sono anche delle macellerie molto attrezzate in cui vendono (ad esempio) coniglio, che non ho mai trovato in altre parti.
    – supermercato greenland a Dearborn: supermercato che ha come target la popolazione medio orientale che abita in quella zona. Hanno gran varieta’ di frutta-verdura buona e fresca, formaggi (tipo feta) e pasticceria buonissima. Hanno piu’ prodotti freschi che la grande distribuzione e buoni prezzi rispetto quello che offrono altre “fancy” groceries. quando sono in zona mi fermo sempre.
    – catena di frutta-verdura Randazzo: grande scelta di frutta e verdura
    – posti con prodotti Italiani (dove non sono mai stato, ma di cui ho sentito parlare bene): Ventimiglia market a Sterling Height e Cantoro Italian market a Livonia

    Ciao ciao,
    ed

  4. Io adoro il cibo americano, vorrei mangiarlo tutti i giorni (meglio di no! :D) ma devo ammettere di aver sentito anche io nostalgia del nostro cibo, dopo qualche settimana.
    Anzi in realta’ era il mio stomaco che richiedeva qualche settimana di verdure lesse… 😀

  5. E` una sorpresa vedere lamentele per il cibo USA. Vado quasi ogni anno a Indianapolis e Sterling (VA) e mi sono trovato bene, sempre. Cucinare e’ la mia passione e quindi di cibi un poco me ne intendo.
    Ho il dubbio che non siano stati scelti i negozi giusti.
    Segui i consigli di ed.
    Iniziamo dal pane. Il pane fatto in casa con la bread machine dura fresco anche 3 giorni. Avevo una macchina per il pane di marca Panasonic che dovrebbero essere fra le migliori.
    Bisogna solo prenderci mano per le prime due-tre volte e poi verra’ pane buono. Pero’ non fara’ un bella crosta spessa.
    Comunque in un supermercato della catena Wegmans a Sterling ho visto sfornare pane toscano, pugliese e finanche ferrarese.
    Pesce. La mia compagna, nativa della Pennsylvania, si ricorda ancora degli ottimi lucci che mangiava da giovane. Pesce pescato nei Grandi Laghi, quindi nella tua zona. Mica li avranno pescati gia` tutti??
    Frutta. Si presenta bene ma non sempre e` buona come si vorrebbe, pero` ho trovato quell’ottima uva nera che qui in Italia chiamano Moscato d’Amburgo e come uva bianca senza semi la Champagne.
    Carne. Se ne trova di ottima come la migliore dei nostri allevamenti di montagna:

    Nei mercati dei contadini perfino una varieta` incredibile di pomodori:

    Ottimi quelli gialli. Conosco una persona che se li e` portati in Italia!
    Porcini. Nemmeno io ne ho mai visti.
    Ah, dimenticavo. I nostri parenti americani ci avevano preparato un insalata condita col gorgonzola. La ricordo ancora dopo 5 anni 😦

    “la prossima volta che passate in panetteria, pensatemi.”
    Certamente. Sara` fatto.
    Pensero’ a te anche quando andro’ alle Tre Marie a prendere un panettone appena sfornato.
    Lavoro li’ vicino e non ti dico i profumini di dolci al burro che arrivano in ufficio…
    giuliano

    1. Tutto si trova, c’è Cantoro appunto il supermercato italiano che vende anche i pan di stelle e la fontina d’aosta, per dire.
      Manca però il Daily Basis, ovvero il trovare tutto dappertutto senza farsi 20 minuti di macchina per trovare il crudo di Parma ed altri 20 per la burrata, nella direzione opposta.
      Per quanto riguarda la carne, quella americana è buonissima di gusto, peccato che sia piena di estrogeni e grassissima (te ne accorgi dalla puzza che fa cuocendola). Troviamo la fettina da Hiller’s ma è una rarità.
      Il trancio di pesce di lago, tipo tilapia del Michigan o salmone canadese, è buonissimo. Non ho mai visto un pesce/pesce però, con la coda e gli occhi. Credo la considerino una barbaria.
      E la macchina del pane, no, son sicura faccia un pane decente ma niente a che vedere con le panetterie nostrane.
      E si, ho dimenticato i latticini. Il mio regno per uno yogurt Yomo alla fragola. Qui esistono solo o greci super spessi o gusto caramella… Chobani non è male, but still.

      La vera verità è che è tutto ABBASTANZA buono e abbastanza facile da reperire, comunque. La differenza, dopo due anni la fa quell’abbastanza. Fosse più facile sarei più felice. E forse anche più grassa, quindi alla fine va bene così! ;))

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