You might think that I can’t take it, but you’re wrong.

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Mentre qui imperversa la bufera artica, con quella piacevole brezza che fa diminuire la temperatura di altri dieci grandi, neve che scende copiosa praticamente sempre, tanto che ci si trova a stupirsi “T’oh guarda, non nevica” e strade ovviamente impercorribili soprattutto con un neonato che rischia l’ipotermia nel sedile dietro, io mi ritrovo a fissare con amore lo schermo del cellulare, che proietta il meteo di Torino: 4 la minima e 12 la massima. Dodici. Esattamente 25 gradi in più che qui, sta mattina.

E poi dicono che gli americani parlano sempre del tempo. Ci credo bene con sto <em>tempodimerda</em>! Comunque vivere in ghiacciaia, se si bypassano tutte le orrende e ovvie conseguenze, dalla sepoltura in casa alle bollette triplicate, ha anche i suoi vantaggi:

  •  esco meno, quindi spendo meno (che giá da sola, questa cosa é una vittoria)
  • ho finalmente il tempo di guardare tutti gli arretrati televisivi accumulati in questi due mesi, dall’episodio natalizio di Downton Abbey, a Klondike, nuova miniserie di Discovery Channel con un pregiatissimo Rob Snow.
  • la neve copre tutte le magagne di casa mia, dalla distruzione caccosa provocata dall’ondata migratoria di uccellini nel mio patio al pavimento davanti alla porta del retro, cosparso di macchie fluo di playdoh disciolto. (Se volete spiegazioni chiedete a B1…)
  • i bambini non si ammalano, nonostante sia flu season perché, e questa è una mia personalissima teoria, manco i bacilli dell’influenza sopravvivono a -20 mentre in Italia siete in piena ondata di nasi colanti e febbri sudaticce. Che ovviamente beccheremo in pieno tra una settimana, ma almeno ci saranno 12 gradi.

Dodici, me lo ripeto come un mantra mentre metto i costumi da bagno in valigia.

Nel frattempo Detroit non è mai stata così affascinante. Nonostante la bancarotta, il tasso elevatissimo di criminalità e la mancanza di illuminazione stradale, di cui tanto parlano i quotidiani, io la sto scoprendo e amando. Che Detroit è un po’ come dicevano i professori di me, al liceo: ha un gran potenziale ma non si applica. Ha dei musei pazzeschi, in primis il Detroit Institute of Art, proprio quello che é agli onori della cronaca perché la città sta pensando di vendere le sue opere, per ripagarsi il debito accumulato in questi anni. Quello con la Hall con i murales di Diego Rivera, che da sola vale la visita alla città, se ascoltate me. L’architettura è favolosa, nonostante o forse proprio a causa della decadenza. Le case disabitate e in rovina cosparse di graffiti. I grattacieli vuoti, di cui é rimasto solo lo scheletro. I vialoni, come a Torino. I teatri, i piccoli club jazz, dei quali posso solo leggere perché per ora sono ancora troppo legata al BabySauro per pensare di avere una vita sociale. Però siamo andati alla serata di Beneficenza per l’inaugurazione del Salone dell’Auto ed é stato bellissimo. Truccarsi (male), mettersi i tacchi, comprare un vestito (di una taglia piú grande del normale). Uscire con una micro pochette, senza pannolini, cambi, salviette, ciucci e giochi. Lasciare i bimbi con la babysitter anche se il Baby sauro era reduce da un giornatone, conclusosi con una bella dose imprevista di vaccinazioni. Dose americana ovviamente.

La giusta dose di senso di colpa e la giusta dose di gattini, un ristorante sul fiume con la vista sul Canada, ed é stata una serata magnifica.

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6 thoughts on “You might think that I can’t take it, but you’re wrong.

  1. Penso che nemmeno con -12 ti avrebbe infastidito tornare a casa! 😉 ma i + 12 hai ragione sono tanta roba! Noi tornati a Natale.. Tanta umidità a cui non eravamo più abituati ma chissene! 😉
    Detroit mai vista: ha qst leggenda di città a fatiscente e abbandonata e mi pare corrisponda alla realtà, anche nei film è l’ambientazione perfetta per i criminali!

    1. A Detroit mio marito ci ha lavorato per alcuni anni e certe volte l’ho seguito ( anche perche` per un periodo pensavamo di doverci spostare li` a vivere): mi e` piaciuto tantissimo anche il villaggio vicino al museo dell’auto, con le case di epoche diverse dove c’erano “attori” che facevano la parte di chi ci viveva nel periodo storico a cui la casa apparteneva ed i ristoranti che servivano i cibi di epoche diverse. interessantissima la casa dei fratelli Wright con il prototipo dell’aereo e il giro sulla model T della Ford. bella la zona di Birmingham con il paesino ,che sembra QUASI di essere in Europa, ed il Somerset Mall ( sarei andata sempre li`, meno male che non mi sono trasferita!!!) bella anche la zona con le villone davanti al lago/fiume-ops non ricordo il nome.
      e poi mi piace il paesaggio morbidamente ondulato. alla fine non mi sarebbe dispiaciuto trasferirmi li`, anche se sono alla fine contenta che non sia stato cosi`…non avrei cambiato molto la vita da Milwaukee a Detroit. se mi traferisco..vado al caldo!

      1. Claudia, il Ford Museum è molto bello. C’è anche la Limo sulla quale hanno assassinato Kennedy.
        Anche il Village lì vicino, quest’estate hanno anche portato il trenino Thomas per la gioia di mio figlio!
        La zona delle villazze e dei ricchi è Auburn Hills e dintorni, i ricchi e famosi son tutti lì, Eminem compreso!
        Il effetti l’unico pregio di Milwaukee rispetto a noi è la vicinanza a Chicago…

  2. infatti Chicago e` dove scappiamo se abbiamo nostalgia di “citta`” e di vedere gente che cammina per strada e non nei mall.

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