I’m friends with the monster that’s under my bed.

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Se mi chiedeste cosa rende gli Stati Uniti così diversi d all’Italia, così migliori, di sicuro vi direi che qui la qualità della mia vita é più alta. Innanzi tutto le persone rispettano la res pubblica; i parchi, i bagni pubblici, i muri e i marciapiedi non sono solo puliti, sono rispettati, sicuri e fanno parte della comunità esattamente come le persone.  Gli automobilisti rispettano i pedoni, perché quel bambino che corre a bordo strada potrebbe essere il tuo. Le cartacce che arrivano sulla tua proprietà (qui non ci sono staccionate a dividerci e il giorno della raccolta rifiuti, se c’é il vento, é un disastro), le si raccolgono anche se non son tue, perché così é più bello per tutti. Abituarsi ad una tale condotta di vita, dopo esser cresciuti in un paese che scrive con le bombolette sui muri, vandalizza i parchi gioco e fa cagare i cani ovunque e stato facile e confortante; viverci un paradiso. Tutto é  bello, curato, pulito ed ordinato.

Inoltre, nonostante io viva a venti minuti dalla Detroit che ha un morto al giorno, qui non mi sono mai sentita così sicura. Mentre in Italia hanno ricominciato a rubare la autoradio dalle Panda, io la mia macchina qui, non la chiudo mai. Lascio il portafoglio in vista, la porta di casa aperta. Quando faccio la spesa, lascio il carrello con tutte le mie cose e vado a prendere l’olio tre corsie più avanti, sicura che nessuno toccherà nulla. In due anni non mi sono mai sentita minimamente minacciata, anche camminando da sola al buio di notte. C’è sì rispetto per le cose, ma soprattutto rispetto per le persone. Perché sentirsi minacciati alimenta la paura e qui paura non se ne vuole avere e non se ne ha. (E proprio per questo non capirò mai la passione dei nostri amici americani per le armi.)

Fatta tutta questa premessa, ieri in palestra, proprio qui a Paradise City, mi han rubato le scarpe da ginnastica. Sono andata a fare la doccia e le ho lasciate sotto la panca e quando sono uscita, zap, erano sparite. Che all’inizio non volevo crederci. Ho guardato sotto tutte le panche della palestra con sguardo allibito. Ho pensato che di sicuro le avevo messe nella borsa senza accorgermene. Anche quando sono andata a dirlo ad una delle responsabili, non ho usato la parola rubare ma ho detto: qualcuno di sicuro avrà preso per sbaglio.

Sbaglio o necessità (l’indizio che mi fa pensare alla seconda ipotesi é che al posto delle mie trainers, c’era una sol scarpa, abbandonata), resta il fatto che non si ruba. Soprattutto le mie Nike seminuove che io tanto amavo (erano le prime con cui avevo corso davvero) ma che non avevano davvero nessun valore.

Quindi, con un’espressione tra il deluso e lo sconcertato, mi sono decisa ad andare a recuperare il BabySauro alla nursery della palestra e poi nel parcheggio a meno cinque gradi, con le infradito da doccia. Roba che in Italia mi sarei sentita una deficiente, a piedi nudi nella neve. Ma per fortuna qui siamo in America, e di persone in ciabatte ne ho incontrate altre tre. Per scelta, tra l’altro, non per furto di scarpe. Wonderful Michigan.

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6 thoughts on “I’m friends with the monster that’s under my bed.

  1. E nell’aria c’è la possibilità di un rientro in Italia (se ho ben capito dal post precedente)?!?! Ma soffia forte, che quell’aria si allontani!

    1. eheheh, i ladri di biciclette sono andati falliti in Michigan temo.. tra le distanze, il tempo inclemente e le auto, hanno vita breve!
      organizziamo prossima settimana? tu sei a posto con il trasloco? x

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