If you haven’t got bananas don’t be blue, peanuts in a little bag are calling you.

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Ogni tanto mi dimentico che i miei bambini sono più americani che italiani. A parte il Baby Sauro che é nato qui, anche il Sauro, ad oggi, ha passato più vita negli Usa che nel Bel Paese. Non che cambi un granché effettivamente, la cosa più macroscopica, a parte la lingua ovviamente, é la differenza di gusti alimentari. Mentre noi grandi ancora abbiamo l’occhio lucido al solo pensiero della focaccia di Recco o ci commuoviamo ogni volta che postate un cappuccino e cornetto su Instagram, loro hanno il palato americano. Nella fattispecie, facendomi violenza rispetto alle mie abitudini di mamma italiana che fa i pan goccioli in casa (io no, ma ne conosco eh!), mi trovo a servire una serie di alimenti che mi farebbero sputare in un occhio dal Piccolo Lucio

Innanzi tutto il peanut butter, il burro di noccioline più tipico della letteratura americana dagli anni 50 in avanti. Che fino a poco fa io ero assolutamente contraria a comprare perché mi sembrava una schifezza immangiabile. Poi ho iniziato ad ascoltare i nutrizionisti, qui, soprattutto quando avevo bisogno di proteine e nutrienti per allattare e contemporaneamente  cercare di far richiudere la mia ferita balenga del cesareo che era rimasta aperta da un lato. Tutti mi dicevano che dovevo mangiare bene, idratarmi e mettere un cucchiaio extra di burro di noccioline nella mia colazione. Cosí ho iniziato ad assaggiarlo e piano piano é iniziato a piacermi, con quel gusto bizzarro dolce e salato. Il Sauro lo adora. Adora i panini con il burro di noccioline e la marmellata di fragole e soprattutto adora qualsiasi cosa della marca Reese’s, che fa dolci il cui ingrediente principale é appunto il peanut butter. E comunque se non credete faccia bene, leggete qui.

Poi gli hot dog, quelli che io avevo chiamato wurstel alla baby sitter la prima volta che é venuta da noi e mi ha guardato come se stessi dicendo di dare il cianuro al bambino. A casa nostra un hot dog non si nega a nessuno, sia a merenda che a colazione. E lo so che son fatti principalmente con le palle degli occhi e gli zoccoli delle mucche, ma piacciono.

Qualsiasi cosa contenga la parola fingers: cheese fingers, chicken finghers, fish fingers. Che non sono altro che formaggio/pollo/platessa impanata. Quelli che vanno per la maggiore sono quelli da microonde ovviamente, che spesso hanno anche forme bizzarre; pesci, dinosauri, Spongebob. E neanche un po’ di petto di pollo, secondo me.

Mac and Cheese, che di per sé son maccheroni ai quattro formaggi e se ne mangiano anche di buoni, ma quelli che piacciono al Sauro sono una sottospecie infima marca Kraft. Si infila la pasta dura, nel suo apposito contenitore di plastica, con dell’acqua nel micoonde (t’oh guarda) e si scaldano per tre minuti in modo che la pasta si ammolli e diventi lumachiforme. Dopo di che si apre la bustina di formaggio in polvere, color arancione fluo e si aspetta che avvenga la magia, ovvero che il tutto si amalgami con consistenza di slimer. Anche questi hanno forme di Dora l’Esploratrice o di Monster University.

Fruit Punch, ovvero succhi di frutta multi frutta e verdura. Kiwi/fragola/spinaci e carota o mango/banana/zucca e pomodoro. Giuro. Più hanno colori improbabili e odori bizzarri, più piacciono. Altro che il buon vecchio succo all’albicocca nel bottiglino di vetro.

Mashmellows giganti. Anche dieci per volta, glielo permettessi.

Gelatine vitaminizzate plasticose che “hanno gli stessi nutrienti di un frutto”, dicono loro. E chi siamo noi per non crederci?

Yogurt gusto zucchero filato o Oreo o cheesecake. O bi-gusto: chewing gum e papaya.

E l’ultima nuova entrata: il latte di mandorle. Che in effetti non ha niente a che vedere con quello siciliano che c’é da noi. A vedersi (e assaggiarsi) é latte normale ma in effetti non é animale ma vegetale. Noi prendiamo quello al cioccolato. Ho iniziato un po’ per scherzo, avendomene parlato un’amica americana che aveva il figlio allergico ai latticini e il Sauro lo ha adorato da subito. Ormai vuole solo piú quello e a quanto pare dovrebbe avere più calcio e meno grassi, quindi per me va anche meglio. Meno mucche, più mandorli in fiore.

Il baby Sauro, dal canto suo, sta giá iniziando lo svezzamento con un buonissimo omogenizzato pesca e zucca…

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5 thoughts on “If you haven’t got bananas don’t be blue, peanuts in a little bag are calling you.

  1. Niente io col peanut butter non ce la faccio…poi comunque dice massimo due cucchiaini al giorno, qua all’asilo vedo bimbi che mangiano un sandwich a colazione e uno a pranzo ripieno di burro di noccioline….certo carina la teoria che ti aiuta a dimagrire perché ti riempie così tanto da evitare altro cibo spazzatura! -_-

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