Every little thing is gonna be alright.

20140507-225952.jpg

E così, per sfuggire al terribile inverno del Michigan (che persiste a durare da fine ottobre), ci siamo rifugiati una settimana in Jamaica. La meta é stata scelta essenzialmente basandoci su tre criteri essenziali: il volo diretto, da Detroit, possibilmente con orari non troppo disumani e di durata accettabile; resort all inclusive, ma di quelli veri, dove tutto tutto é incluso, dal rum al baby club e ovviamente caldo, palme, mare cristallino.

Quindi, caricati pannolini, creme da sole, palette e secchielli, magliette da bagno, orsi per la nanna e tutta quella serie di amenità che distingue una vacanza da adulti – costume/pareo/infradito – da una vacanza con mocciosetti al seguito e soprattutto caricati chili di cibo per il Baby Sauro che procede come un treno con lo svezzamento ∗ e mangia come un piccolo lupo affamato alla faccia di suo fratello anche detto Posh Spice, siamo partiti.

Della Jamaica in sé, ahimè, abbiamo visto poco che viaggiare con un tre-enne e un cinque-mesenne ha comunque i suoi limiti, quindi niente catena umana per salire in punta alle Dunn’s Riever Falls, niente discesa col bob giù in mezzo alla foresta, niente bagno con i delfini e soprattutto niente photogallery di me che uscivo dalle acque come Honey Ryder/Ursula Andress (col fisico di Ursula della Sirenetta, però) nel James Bond Dr. No, sulla spiaggia in cui hanno girato il film, che era proprio lì a due passi. So che avreste gradito. In compenso ho visto il verde più verde che esista dei prati e degli alberi, visto un sacco di uccelli pazzeschi, scoperto che se noi hai una capretta al guinzaglio fuori di casa non sei nessuno e che in Jamaica si guida al contrario, come in Inghilterra. E anche che il jamaicano non ha niente a che vedere con l’inglese. Cioé in teoria si, ma in pratica é tutto uno slang biascicato loro waaaasssupppppmaaaaaannn e yooooobbudddddddyyy, che ti sembra di prenderli per il culo ma in realtà loro parlano così sul serio.

I jamaicani sono sempre felici e allegri e canterini. Le ragazze che gestivano il kids club sono diventate delle mamme per il Baby Sauro dopo il primo giorno e se lo spupazzavano adoranti chiamandolo My Boyfriend mentre io bevevo piñacolada in piscina. Il fatto che il villaggio fosse uno dei tre nei Caraibi che ospita i personaggi di Sesame Street poi é stato un super plus per il Sauro grande, che una cosa é lasciarlo in piscina con la maestra, un’altra sugli scivoli acquatici il Cookie Monster all’urlo di Coooooowabunga! Quindi per qualche ora, io ed Erre ce ne siamo stati soli, a godercela, come non capitava almeno da tre anni e mezzo. Un paradiso. (Nonostante abbia testato sulla mia pelle l’innegabile verità, che i genitori, senza figli, passano il tempo a parlare dei figli.)

Peccato solo che i maschi jamaicani siano abituati alle comitive di donne che vanno lì per divertirsi (con loro, intendiamoci… Una sorta di turismo sessuale al femminile, qui un articolo con i miei complimenti all’autrice per la scelta del titolo) quindi ogni qual volta mi trovavo sola, entro cinque minuti mi vedevo arrivare il maschio di turno che faceva vagamente il marpione. Niente di che, davvero, anche perché appena subodoravano che non eri interessata, si dileguavano con profusione di sorrisi. Ma alla lunga é un po’ pesante, soprattutto se davvero non hai altro desiderio che stare mezz’ora sulla veranda di camera tua a bere birra senza sentire frasi che inizino con: mamma-mamma-mamma.

Quindi dopo sette giorni di paradiso, rallegrati dai nostri amici Red Stripe e Bloody Mary, ce ne siamo tornati, rigenerati e anche vagamente abbronzati, in Michigan. Qui piove e ci sono 13 gradi. Baby don’t worry, about the things.

∗ A proposito di svezzamento, il Metodo Gattini é stato ospite di Mamme all’Estero, proprio per parlare di quello. Leggete qui.

Annunci

4 thoughts on “Every little thing is gonna be alright.

  1. Chissà che bello rilassarsi solo voi due… 🙂 Ma tenevano anche il 5mesenne? Perché di solito i baby club non prendono i bimbi sotto i 3 anni! Che pacchia!
    Mi rincuora che adesso hai a che fare con un mangione, visto che anche io ho un “Victorian” in casa… mi si alimentano le speranze per il prossimo!
    Invece, riguardo al Big Bamboo… non è invenzione dell’autrice, ma pratica comune chiamarlo così! (io lo sento dire da almeno 20 anni!)

    1. Si si, dai 3 mesi in su erano attrezzati. Ed erano veramente brave e professionali. Andavano anche in cucina a fargli fare le pappe con le verdure più buone! 🙂
      Anche io credevo sarei stata contenta con un mangione. Però tieni conto che mangiano anche di notte e son 6 mesi che non dormo… Forse meglio skinny! 🙂
      Del big bamboo sapevo si, ma mi sembra un titolo (e un articolo) così svilente per le donne, scritto da una donna poi. Non lo so, secondo me avrebbe potuto scegliere altre parole, per quel che vale!

      1. Poi dimmi il nome del Resort, visto che abbiamo adorato entrambe quello di Cancùn magari ci facciamo un giretto anche lì 😉
        L’articolo non l’ho letto… poi gli do un’occhiata.

      2. É il Beaches di Ocho Rios. Ce ne sono altri due, uno in Jamaica e uno a Santo Domingo. Tra l’altro da casa vostra sono vicinissimi. Se il Beloved era un paradiso per i bambini piú piccolini, questo va meglio per quando sono piú grandicelli e ti giuro che i tizi che fanno i personaggi di Sesame Street sono bravissimi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...