I’m beautiful in my way ‘cause God makes no mistakes.

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E così é successo che un paio di settimane fa sono andata al concerto di Lady Gaga. Che in effetti non é che faccia proprio parte del mio bagaglio musicale, principalmente composto da artisti emaciati e britannici ma a me Miss Germanotta é sempre piaciuta. Sarà la poca attitudine alla sobrietà che ci accomuna o la passione per i travestimenti. Il fatto di fregarsene del giudizio del prossimo. O l’idea di distinguersi dal gruppo perché si pensa di valere qualcosa di più. Certo il vestito di braciole poteva anche evitarselo, ma anche io negli anni 90 ha fatto un sacco di scelte di cui pentirmi… Poi c’é la storia della Born This Way Foundation, che io ho sempre considerato un’iniziativa decisamente furba: essere adolescenti é faticoso di per sé, ma lo é ancora di più se si é diversi in qualche modo.Gaga invece spinge i piccoli fans di accettare chiunque, per com’é. Gay, straight, grassi, bassi, brutti e cattivi. Ognuno ha diritto di stare al mondo, vestendosi di braciole, andando al lavoro con la parrucca o dipingendosi le unghie, pur essendo un rispettabile avvocato cinquantenne. E questa cosa io la ammiro davvero. Nella patria degli adolescenti standardizzati, dove dal Maine alla California, tutti hanno le stesse magliette e lo stesso taglio di capelli, vorrei insegnare ai miei figli che non essere come gli altri non vuol dire per forza essere sbagliati.

Il concerto di Gaga infatti é stato un carnevale di persone, colori, parrucche e boa di piume. Che a saperlo mi sarei agghindata anche io invece che andare con la mia noiosissima tenuta da concerto, nu jeans e na maglietta, pure nera tra l’altro. Lei é brava, soprattutto perché canta dal vivo, sempre, e si racconta e suona il pianoforte e balla e fa quel milione di cambio d’abiti per cui io ed i molteplici gay presenti all’evento siamo impazziti. Il palco sembra arrivare direttamente dal Cuckoo Land di Lego Movie, per chi apprezza la dotta citazione (ed ha figli maschi dai 3 ai 13 anni…). Peccato che le canzoni che su MTV durano dieci minuti, dal vivo ne durino uno e mezzo. E che non abbia fatto You And I, la mia preferita perché contiene uno dei miei mantra (come se ne avessi bisogno… di inni al bengodi dico, non di mantra): You can’t buy a house in heaven. Comunque voi ricordatevelo, che fa sempre bene, quando starete per decidere se comprare o no quella borsa o quel biglietto aereo o se risparmiare per il futuro.

Quindi é stata un’ora e mezza piena di maschi alti un metro e novanta in tacchi a spillo e canottiere di rete. Bellissime ragazze over size (e quando lo dico, non intendo quelle come me, dico proprio le over size americane) in shorts luccicanti e cellulite. Mamme che accompagnavano bambine con parrucche rosa e rossetti glitterati. Capelli di tutti i colori, jeans che fuori da lì sarebbero considerati troppo stretti, troppo larghi o comunque sconvenienti. Adolescenti che per tutto l’anno scolastico hanno mangiato nel tavolo degli sfigati, finalmente al posto giusto e felici di cantare Po-po-po-po-poker Face.

E gente decisamente troppo ubriaca. Tipo questa signora sulla cinquantina che ho incontrato nei bagni. Eravamo io, che mi mettevo il rossetto, lei, che armeggiava col cellulare, e una ragazzona vestita con un tutone di peluche viola da coniglio che si lavava le mani. La signora ha detto qualcosa di altamente biascicante ma né io né il coniglio fluo le abbiam dato troppa corda. Quando la conigliona si é infilata nel suo bagno però, questa mi ha riattaccato bottone. Nello specifico mi ha chiesto senza preamboli se mi sarei sentita a mio agio a fotografarle le tette. Giuro. Ovviamente io le ho chiesto di ripetere e lei tutta pacifica mi ha detto che voleva mandare una foto del suo seno nudo a suo marito, ma che se non me la sentivo di farle la foto io, lo avrebbe chiesto a qualcun altro. Io le ho risposto che se non si imbarazzava lei, visto che le tette eran le sue, io non avrei avuto nessun problema, quindi si é infilata in un bagno, ha tirato giù la maglia mostrando capezzoli e tutto, si é messa in posa un po’ sexy e io ho scattato, per la gioia del marito presumo. Nella patria del sexual harassment selvaggio dove ogni atteggiamento anche vagamente legato al sesso, puó costare il posto di lavoro o una causa legale, devo dire che ha avuto un gran bel coraggio.

Ma si sa, what happens at Gaga’s stays at Gaga’s.

 

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4 thoughts on “I’m beautiful in my way ‘cause God makes no mistakes.

  1. Io non amo il personaggio in se, ma trovo carine 2/3 canzoni. Mi piace invece tantissimo l’iniziativa della fondazione, anche se credo che, nel rispetto delle libertà di tutti, si debba sempre mantenere un limite alla decenza (sessualmente parlando), soprattutto in presenza di bambini.

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